Psicologo di Base… al Medico Chirurgo!?!

Pubblicato il 21 giu 2010 da Nicola Piccinini

 

Ci sono “Sanitari” e “sanitari”. I primi hanno la “S” maiuscola, i secondi sono minuscoli e relegati a ben altre “glorie”. In data 16 febbraio 2010 il Deputato Antonino Foti presenta alla Camera la proposta di legge “Istituzione della figura professionale dello Psicologo di base” (3215). La PdL è stata assegnata alla XII Commissione Affari sociali.

La PdL apre così “La presente proposta di legge intende istituire la figura professionale dello psicologo di base convenzionato con il servizio sanitario nazionale (SSN) per superare l’attuale diffidenza e il conseguente scarso ricorso agli psicologi in caso di disturbi psichici. Si prevede pertanto l’obbligo per il medico di base di indirizzare i pazienti che denotano disturbi o problemi psichici a uno psicologo di base.”

Non stropicciate gli occhi, avete letto bene! E non solo, poco dopo precisa Analogamente, per i minori, si prevede che il pediatra di base indirizzi i piccoli pazienti a un neuropsicologo dell’età evolutiva”. Vi consiglio vivamente di stamparvi e leggervi con attenzione l’intera PdL, fra l’altro offre un puntuale scenario sociale in cui emerge la domanda dei cittadini di Psicologia.

Che dire? Se passasse una simile legge, la nostra categoria professionale farebbe un significativo passo in avanti! È con entusiasmo ed ottimismo che si prosegue nella lettura della PdL, fino all’Art. 3 a pagina 4 in cui si precisa che possono essere iscritti nell’elenco dello “Psicologo di Base” tutti quei professionisti (perché usare questa parola invece di “psicologi”, visto che di questo si sta parlando?!?) in possesso dei seguenti requisiti:

•    “Iscrizione all’Ordine degli Psicologi da almeno 10 anni” o
•    iscritti “all’Ordine dei Medici Chirurghi o degli Odontoiatri”!!!

Non stropicciate gli occhi, avete letto bene! Si istituisce la figura dello Psicologo di Base e si propone per legge di aprirla anche a Medici Chirurghi e Odontoiatri, ma non solo, nel testo della legge si attribuisce allo Psicologo di Base (quindi di fatto anche al medico) di effettuare “attività di diagnosi ed assistenza psicologica” (Art. 4, p 5)

E per chiudere si specifica ovviamente che “l’attuazione delle disposizioni della presente legge si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

In pratica non vi sarebbe poi attuazione, visto che il Governo sta tagliando tutto, scuola, sanità, sicurezza, assistenza. In altre parole, da una parte si legifera la netta invasione di campo del medico nella psicologia, ma parallelamente ci si tutela poi dal dover attuare operativamente tale figura a servizio della cittadinanza (fosse mai!), visto che di risorse lo Stato non ne dispone (e quelle poche di cui dispone preferisce allocarle nelle missione di… pace!?!)

L’Onorevole Antonino Foti, prima di questa illuminata proposta di legge, si è già adoperato con una PdL in materia di Trasporto Pubblico Locale, una sulla Disciplina della Professione di Sociologo ed una sulla istituzione della figura professionale del Progettista della Sicurezza, nonché dell’istituzione della qualifica di Vice Direttore nella Pubblica Amministrazione.

Dispiace, in quanto la PdL in oggetto è ben motivata e contestualizzata. Peccato che spezza le gambe alla nostra professione! Quasi avessimo bisogno di ciò…

In ultima analisi, trattasi di uno dei tanti attacchi bulimici dei medici, del solito tentativo di invadere e fagocitare l’ambito psicologico. E ciò diviene ancor più irritante ed inaccettabile se pensiamo che proprio in questi giorni la FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia) denuncia il rischio di estinzione dei medici di famiglia: tra 4 o 5 anni andranno in pensione decine di migliaia di medici di famiglia, senza che una nuova generazione di professionisti di Medicina Generale – sempre più attratta da percorsi iper-specialistici – si sia formata.

In pratica i Medici corrono il rischio di non poter garantire la figura del Medico di Base sul territorio nazionale, ed invece di pensare a come intervenire su questo loro problema, si attivano per favorire la proposta di una PdL sull’attivazione della figura dello Psicologo di Base in cui però poter entrare anche loro e vedersi riconosciuta diagnosi ed assistenza psicologica.

Ahimè… continui segnali dal fronte, di un paese in decadenza.

E l’Ordine Psicologi? L’Ordine Psicologi farà quel che può e come sa. D’altro canto non ha lobby, né mai ha provato a farla in vent’anni di vita, e queste storie si muovono su giochi di potere e non su chiacchiere…

Ho segnalato la questione all’Ordine Psicologi Lazio e so che il Presidente Zaccaria si è già attivato, vedremo come. So anche che l’Ordine Psicologi Lombardia, governato da una maggioranza Altra Psicologia, ha preso in carico la questione.

Il problema è che queste criticità non dovrebbero essere affrontate da singoli Ordini regionali, ma da un’azione adeguata del CNOP, Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, che – ahimè – di adeguato ha ben poco… d’altro canto se la professione di psicologo naviga in mezzo a mille difficoltà qualcosa vorrà pure dire… venti anni di governo AUPI (Psicologi sanitari) lasciano il segno… figuriamoci questi sanitari quanto possono e vogliono interloquire con gli altri Sanitari… Insomma, da una parte la lobby dei medici (i Sanitari veri), dall’altra l’armata dei sanitari minuscoli…

In mezzo ci siamo noi, che quotidianamente ci sbattiamo per una Professione di Psicologo con le P Maiuscole, e che i sanitari con la s minuscola li usiamo per ben altre cose… anche se da vent’anni continuiamo a permettergli di stare in sella al CNOP tramite deleghe in bianco (alias assenteismo) al voto ;o)

Buona vita

Nicola Piccinini

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  • elisabetta

    orridisco!!!

  • http://www.psicologiafamiliare.it GAIA

    CONTATTIAMO L’ONOREVOLE E CHIEDIAMO UN INCONTRO, FORSE HA BISOGNO CHE QUALCUNO GLI SPIEGHI DI COSA PARLA…
    FACCIAMOGLI SAPERE KE SIAMO IN TANTI AD OSSERVARE IL SUO OPERATO!

  • stefania anelli

    Sono laureanda in Psicologia e la questione mi ha lasciato esterefatta!
    Spero che vi sia, come penso , qualcuno cn un pò di buon senso che blocchi la questione.
    L’Italia riuscirà a risalire?…..ma…
    Un saluto Stefania Anelli di Piombino

  • http://ww.psicoterapeuta-pescara SABRINA CAMPLONE

    Cosa ci aspettavamo dopo che abbiamo permesso ai medici di fare gli psicoterapeuti, di aprire scuole di specializzazione in psicoterapia ecc ecc? lo psicologo di base non si realizzerà mai semplicemente perché ai medici non serve, oggi un medico psicoterapeuta ci mette un terzo del tempo di uno psicologo psicoterapeuta a crearsi un giro di pazienti, neanche le assicurazioni risarciscono la psicoterapia figuriamoci!!
    La vera rivoluzione sarebbe l’abolizione degli Ordini Professionali visto che sanno solo scrivere lettere inutili solo per salvare la loro ipocrita facciata.
    L’unica strada è consolidare il senso di appartenenza e iniziare a fare politica ma non illudiamoci, la strada è tutta in salita
    Una che combatte contro i muri di gomma spero di non diventarci vecchia ;)

  • Giulio Tirinelli

    …lo trovo ridicolo, ma soprattutto NON COMPETENTE.

    …nah…non ci credo che passa sta cosa…

  • Laura Mercuri

    Il problema è che la proposta, di per sè, costituisce un grande passo avanti per gli Psicologi e per i pazienti, che avrebbero diritto di ricorrere ad uno psicologo “convenzionato” come possono fare per gli altri specialisti. Però, messa così, fallirà di sicuro e l’argomento verrà nuovamente dimenticato, chissà fino a quando. Mi chiedo perchè sprecare tempo per presentare una proposta che contiene già in sè il suo fallimento…Cui prodest? O_O

  • steve

    ..non lo so ho l’amaro in bocca..io trovo veramente allucinante che si presenti una proposta di legge del genere.. si parte da buoni anzi ottimi propositi e poi si rovina tutto con la scandalosa proposta di aprire ai medici e agli odontoiatri. mi spiegate un medico o un odontoiatra che cazzo ne sa di psicologia?..certo non più di un barista..allora apriamo anche a loro la possibilità di fare gli psicologi di base..

  • Chiarastella

    …non mi sorprendo, purtroppo. ho lavorato (e ribadisco, lavorato) durante il tirocinio con specializzandi -e non- neuropsichiatri infantili e dunque medici, e mi osservavano sbigottiti quando mostravo le mie competenze… semplicemente non se lo aspettavano. credo che andrebbe fatta un campagna informativa alla classe medica in primis, sulla figura dello psicologo, le sue funzioni e competenze. credo che andrebbe fatta a livello sociale in generale, così da rendere tutti consapevoli (a volte anche gli stessi psicologi…!) su questa figura misconosciuta e portare all’automatico sbigottimento di tutti proposte come questa Pdl, che mostra solo un grande ignoranza.

  • Luca

    E’assurdo che lo psicologo di base possa essere appalto del medico, un medico non ha dato nessun esame di psicologia durante il proprio percorso universitario nè ne darà mai se non sceglie una specializzazione come la psicologoa clinica o la psichiatria, è davvero importante che si cambi il dictat di iscrizione all’ordine dei medici con l’iscrizione all’ordine degli psicologi, un caro saluto Luca Di Maio e Moira Marcelloni

  • Luca

    Per poter fare lo psicologo di base bisognerebbe inoltre attuare lo stesso percorso che attua il medico per divenatre medico di base, laurea in psicologia e un corso triennale in psicologia di base, perchè bisogna essere iscritti da 10 anni all’ordine? Luca Di Maio e Moira Marcelloni

  • barbara

    Non vedo perchè lo “psicologo di base” lo deve fare il medico e non uno psicologo!!! Non capisco. Con tutti gli psicologi che ci sono non avranno difficoltà a trovarne uno vi pare…!! I medici possono fare altro!!!
    Questo sta diventando un paese ridicolo.

  • Fabrizio

    Purtroppo siamo alle solite. La lotta contro chi intendere abusare della professione Medica, a scapito di quella Psicologica, è impari. Lo è sempre stata e sempre lo sarà.
    Non si capisce perché, e credo che questa sia la vera LOTTA da intraprendere, i nostri Ordini Regionali o peggio ancora il CNOP resti muto di fronte alle segnalazioni che facciamo. Più volte mi è capitato di segnalare ad entrambi questioni altamente lesive della figura dello psicologo ad opera di medici. Il risultato? Una grandissima bolla di sapone…

    A questo punto mi e vi chiedo: quanto è utile spendere le nostre risorse nella lotta ai medici, che tanta ignoranza mostrano quotidianamente rispetto a problematiche psichiche (v. ad es. “lei non ha niente, al massimo un po’ d’ansia – leggasi “Disturbo da Attacco di Panico”….), quando invece abbiamo vertici psicologici che di fatto non fanno nulla per tutelare la nostra professione, trincerandosi dietro a scuse meschine e blande?
    …ricordo ancora quando mi fu detto che lo psicologo consulente dentro a una farmacia NON SI POTEVA FARE perché lesiva della nostra professione… Putroppo aspetto ancora di capirne il perché….
    …purtroppo…

  • Alessandra

    Ciao a tutti,
    concordo CONTATTIAMO L’ONOREVOLE E CHIEDIAMO UN INCONTRO!
    direi che si potrebbe dialogare e cercare di “spingere” verso i nostri interessi motivandoli! la lobby non ce l’abbiamo ma lobbisti si diventa!!
    Alessandra

  • laura

    quello che ancora meno capisco è il limite di pratica decennale della professione. Perchè un dentista neolaureato può svolgere attività psicologica e io che sono abilitata a farlo dal mio ordine professionale devo aspettare 10 anni per fare lo psicologo di base?
    se dovesse mai uscire una legge del genere sarebbe seppellita dai ricorsi. Forse occorre riconoscere la buona volontà del deputato in questione ma occorre scrivergli due righe per specificare e chiarirgli l’esistenza di ordini professionali e definizioni di ambiti professionali (non credo che nella vita civile l’onorevole fosse medico o dentista)
    gliele scriviamo queste due pacate due righe di spiegazione?

  • maria

    ancora una volta apprendo che la nostra laurea è inutile!!! visto che ovunque io mi rivolga per un posto di lavoro la lobby dei medici primeggia, quando si parla con la gente ci si rende conto che la figura dello psicologo o viene equiparata a quella dello psichiatra, quindi non ci si và perchè n.1 “non sono mica matto!!!” n.2 allora VADO DAL MEDICO!!!, oppure veniamo paragonati ad una sorta di sciamani!!! quindi poco credibili!!!!in qs paese purtroppo non c’è volontà e soprattutto interesse a far crescere la nostra professione…forse facciamo paura a qlcn???? In quelle poche occasioni in cui ho lavorato anche a contatto coi medici cercavano (inutilmente!!) di trattarmi da loro sottoposta, ma lo facevano in un modo così naturale quasi come se fosse giusto e normale che sia così..qs accade perchè in Italia lo psicologo non è ben presentato e/o rappresentato, inoltre, anche nei media si può constatare che chiunque si improvvisa a fare interventi e affermazioni riguardanti il nostro ambito come se fosse scontato e facile diagnosticare qls cosa, sono stanca di pensare che forse ho sbagliato a prendere qs laurea, ma l’ho fatto con passione e convinzione, oltretutto andando anche contro il parere dei miei cari perchè ho intrapreso da grande qs percorso, ma era più forte di me, mi è sempre piaciuto l’argomen to ed in particolare avrei voluto essere un criminologo ( altra nota dolente in mano sempre ai soliti noti!!!)sento di avere delle competenze e di essere pronta e preparata, ma sono come la SORA CAMILLA (come si dice a RM) tutti la vonno e nessuno se la piglia, anzi mi si era pesa un’ag immobiliare per fare acquisizione clienti, visto che con la mia laurea avrei capito bene come proporre le case a qlcn!!! (che beffa!!!!) bè sapete l’ultima? Mi tenevano a nero per due soldi e oltretutto ora mi hanno mandata via perchè nonb potevano più pagarmi….quindi ora dinuovo a spasso!!! leggo la notizia dello psicologo di base mi sembra di vedere luce ed invece ancora una volta l’inghippo!! senza calcolare che le scuole di specializzazione che “a tanto servono” hanno costi proibitivi, mentre alcuni medici mi hanno detto ( non sò se vero) che alla specializzazione sono loro ad essere pagati, poco ma pagati. Susate lo sfogo, ma proprio non ne posso più!!!

  • barbara

    accologo la PdL ma solo a patto che io, psicologa, possa fare l’odontoiatra!!! perchè in Italia per ora tutto va alla rovescia, anche la logica e allora….
    “Tutti gli odontoiatri sono psicologi. Barbara è psicologa. Barbara è odontoiatra!!!” Buona vita e coraggio, colleghi!!!

  • Teresa Remoli

    Ancora una volta la nostra professione subisce un attacco ! L’ ennesimo tentativo di accentramento di competenze ai medici. Credo che occorra maggior decisione da parte di tutti gli Ordini Regionali degli Psicologi, nel porre limiti a questo ulteriore tentativo di prevaricare e sminuire la nostra professione,decretando che tutti possono esercitarla! Ritengo che anche noi psicologi e psicoterapeuti dobbiamo attivarci concretamente e far sentire la nostra voce, pretendendo maggior rispetto per la nostra professione e per ciascuno di noi! Come la prenderebbero i medici chirurghi e gli odontoiatri se la proposta di legge colpisse la loro categoria???!!!

    Teresa Remoli
    Psicologa Psicoterapeuta

  • http://www.psicovita.it A. Vita

    BENVENUTO allo PSICOLOGO di BASE.

    Lo psicologo di base dovrebbe avere almeno questi titoli eD esperienze:

    - Essere Psicologo iscritto all’Ordine Professionale della sua Regione;
    - essere Psicoterapeuta iscritto all’Albo professionale;
    - avere svolto almeno tre anni di professione o in uno studio privato di Psicologi iscritti all’Ordine e all’Albo, o in strutture pubbliche.

    NON DEVONO ESSERE PSICOLOGI DI BASE, PER NESSUNA RAGIONE:

    - Medici, odontoiatri, counselor, naturopati, guaritori, e nemmeno psicologi che attuino una psicoterapia con acque, fiori, erbe, medicine varie etc.

    Altrimenti, se una legge dovesse accettare come psicologo di base un medico, un odontoiatra, un counselor etc. è MOLTO MEGLIO CHE LA LEGGE NON LA FACCIANO.

  • Lavinia

    C’è grande confusione rispetto alla differenza tra psicologi e medici e gli psicologi non sono esenti dall’avere responsabilità in merito, come ad es. i sanitari con la s minuscola che lavorano nel sistema sanitario da tempo innumerevole come ‘psicologi’ e sono oramai totalmente asserviti ai poteri forti della medicina e della psichiatria. A noi giovani vengono a dire che non c’è lavoro. Altra enorme responsabilità è interna alle facoltà di psicologia,relativa ad alcuni ordinari e ai direttori dei corsi di laurea. Iniziamo a non permettere agli esuberi di medicina di gestire autonomamente e privatisticamente i corsi di laurea in psicologia, magari si chiariscono un tantino le cose.

  • Luca Pizzonia

    Come sempre… ai medici vengono affidate mansioni che non appartengono loro.
    Una cosa però, tutti insieme, si può fare: sommergere il CNOP di fax di richiesta di intervento (e per conoscenza anche al proprio ordine di appartenenza).
    Non un fax, ma centinaia!!
    lo so che a molti sembrerà poca cosa ma… farci sentire significa che sono sotto il nostro occhio vigile, altrimenti continueranno a fare orecchie da mercante.
    Nicola, pensi che AltraPsicologia possa predisporre un modello da stampare e inviare?
    Altrimenti posso prepararlo io, se non hai il tempo

  • Luca Pizzonia

    Aggiungerei che trovo assurdo che sia richiesta un’anzianità di 10 anni di iscrizione all’albo.
    E tutti i giovani professionisti, regolarmente abilitati e quindi (per legge) idonei ad esercitare la professione, che fanno? Aspettano altri 10 anni?

  • Loredana Agnello

    Agghiacciante….ma non sorprendente.
    Ormai dovremmo essere abituati visto che sono anni che va avanti così….ma a certe cose non ci si abitua mai vero? Sono un ‘cucciolo’ nel mondo degli psicologi, e la sensazione è quella di non avere protezione, di essere abbandonata senza nessuno che si occupi di me e mi aiuti a crescere….

  • Imma

    Sono d’accordo con gaia, per quanto sicuramente sembra la proposta più difficile, però quel che bisogna fare è far vedere che noi non siamo qui a osservare passivamente, ma “controlliamo” quel che si fa in politica, tutelando la legge dell’89…bisogna essere in tanti e credo che lo stesso Ordine non deve solo mandare lettere o mandare il Presidente, perchè ciò non dà l’idea della moltitudine di psicologi che ci sono dietro…una bella raccolta firme che accompagni un incontro , una lettera o simili? In questo, comunque mi rivolgo anche ai collghi, affinchè diventiamo tutti + attivi, invece di inorridire solamente…

  • Marco

    Per quanto riguarda l’invio allo psicologo o al neuropsichiatra dal medico di base non ci vedo nulla di sbagliato. Fa parte infatti delle premesse della proposta di legge di voler superare “l’attuale diffidenza” delle persone, al rivolgersi ad uno psicologo. Quindi ci si può aspettare che molte persone che abbiano un disturbo di origine psicologica, sia coscientemente che in maniera inconscia preferiscano rivolgersi al proprio medico. Del resto il medico di base già ora indirizza ai vari specialisti quando riscontra un problema che vada approfondito da un esperto. Il problema e lo scandalo è l’art. 3 della proposta. Ma è talmente sbagliato come articolo che non posso credere che venga approvato in questa maniera. Va contro la Legge 56/89 ed il buon senso…ma siamo in Italia e quindi…

    P.S. ma non si dice “inorridisco”?!? :-)

  • Fabio

    Inzio col dire che secondo me questa proposta non diventerà mai legge. Troppo costosa per le casse dello stato, purtroppo.
    La proposta di legge così come è stata scritta può essere definita solo come inappropiata.
    Inserire un riferimento ai medici in una legge che dovrebbe riguardare gli psicologi è aberrante.
    Non solo. Agli psicologi viene richiesta un’anzianità di iscrizione di 10 anni. Anzianità non prevista per i medici (Art 3, comma 2).
    Ancora. Nella proposta si parla di “formazione
    professionale nel settore della neuropsicologia
    dell’età evolutiva riguardante
    minori che hanno subìto maltrattamenti o
    abusi sessuali”. Peccato che presso l’ordine degli psicologi non esistono elenchi separati (tranne la nota per la psicoterapia).
    La cosa più bella secondo me è però il quinto comma dell’articolo 3 che recità cosi “Negli elenchi è indicato il tipo di
    formazione psicologica dei professionisti
    iscritti.”
    Se qualcuno riesce a capire cosa può significare mi contatti per spiegarmelo. La mia opionione è che siano stati equivocati i termini “psicologia” e “psicoterapia”.
    Se questi sono i presupposti per la legge sullo psicologo di base, secondo me stiamo parlando del nulla!!!!

  • Laura Prosdocimo

    Io penso che se in Italia il medico può fare TUTTO, dalla psicologia alla prescrizione della tisana in medicina alternativa ecc ecc, allora devono essere eliminati tutti quei corsi di laurea e relativi corsi di specializzazione “inutili” e facciamo studiare tutti medicina! Unico corso di laurea che garantisce non solo un lavoro ma un elevato livello di reddito.
    Cordialità

  • Maria Allamprese

    I medici non sanno nulla di psicologia.I dentisti per lo più sono persone che dovrebbero andare dallo psicologo

  • Maria Allamprese

    medici non sanno nulla di psicologia.I dentisti ancor di meno

  • http://www.strategiecreative.it/blog Cecilia

    E’ piuttosto alluncinante continuare a leggere di queste cose…..Del resto viviamo in un paese in cui il Medico ha da sempre un riconoscimento social-popol-tradizionale molto maggiore, rispetto a noi Psicologi (conosciuti anche come i “dottori dei matti”…..e non proseguo…). Mi spiace davvero molto che si continui a dars CONTRO anzichè progettare INSIEME, PER e PRO, riconoscendo a ciascuno le proprie competenze, il proprio settore di professionalità…Questo ci consentirebbe di andare AVANTI e non RESTARE FERMI in paludi, o addirittura REGREDIRE….
    Spero sempre in una evoluzione e nuova progettualità della nostra figura professionale…
    Certo che leggere queste notizie è un po’ una pugnalata alle spalle….
    Ma del resto, come faceva notare Nicola in questo post, è come se in qualche modo noi Psicologi, qui in Italia, dovessimo nascere come ABITUATI a questo tipo di situazione…ed è alquanto inquietante…
    Continuando a credere che qualcosa possa cambiare,
    un caro saluto a tutti,
    Cecilia

  • Enrico De Nigris

    Questa è l’Italia dei “poteri”, è come vendere un limone per arancia, essi sono si agrumi, ma chi è dolce e chi agro… quasi la nostra laurea fosse stata ottenuta con i punti di chissà quale detersivo per piatti…

    E… le associazioni, gli albi ecc. degli psicologi stanno a guardare tranquillamente…

  • Antonella Sagone

    orrendo ma prevedibile epilogo dell’incuria in cui è stata mantenuta la dignità della nostra professione.
    Come psicologa che affianca i genitori nei primi anni di vita, da decenni vado dicendo ai genitori, che sono stati “sgridati” dal medico pediatra (o dai vari medici di base o specialisti) e accusati di viziare il bambino e rovinarlo per sempre, solo perché educano i loro figli con empatia e sollecitudine, che ognuno dovrebbe limitarsi a fare il proprio mestiere, e così come io non mi permetto di parlare di farmaci, così un medico non si dovrebbe permettere di parlare di psicologia. Ma tant’è! dopo questa legge non potrò più dire nemmeno questo.

  • Dott. Luca Altieri

    Buongiorno a tutti. L’idea dello psicologo di base ritengo sarebbe un gran passo avanti verso la comprensione dell’importanza della psicologia e del benessere psicologico.
    Qualcosa del genere era stato proposto già anni fa dall’On. Cancrini ma con ben pochi risultati. Pertanto sono poco ottimista anche verso la riuscita di quest’ultima.
    Rispetto al fatto che tale ruolo potrà essere svolto anche dal Medico e dall’odontoiatra ritengo sia invece una delle più grosse boiate mai sentite nel campo della psicologia italiana. Oltretutto la professione di psicologo può praticarla solo chi è abilitato a farlo attraverso l’iscrizione nell’apposito albo.
    Pertanto, legge o non legge, chiunque pratichi abusivamente la professione di psicologo è passibile di pena fino a 4 anni di reclusione, così come previsto dal nostro Codice Penale. Voglio sperare anche che i tali Medici abbiano il buon senso e l’umiltà di non farsi carico di un ruolo tanto lontano dalla loro formazione.

  • http://www.paolomolino.com Paolo Molino

    Molto fumo e poco arrosto. Comunque non mi sembra niente di fattibile o realizzabile, mancano i soldi alle asl per i servizi di base, figuriamoci per un “lusso” come lo psicologo di base.
    Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta, ha proposto non molto tempo fa di permettere l’accesso alle scuole di psicoterapia ai soli medici. Perchè? Oltretutto il sig. cancrini non si ricorda forse che le sue scuole sono al 95% frequentate da psicologi che ne pagano la retta. L’italia è quello che è, la i è minuscola volutamente. e sopratutto mi raccomando, ognuno coltivi SOLO il suo orto.

  • http://www.propostalavoro.com Miriam Vetrano

    Che mi medici facessero i medici.. e gli psicologi gli psicologi!!..Nessuno psicologo si attribuisce le competenze di un medico.. e davvero è intollerabile che i medici abbiano la pretesa di avere i nostri strumenti.. così come a mio avviso le scuole di psicoterapia dovrebbero essere aperte soltanto agli psicologi. Gli psichiatri psicoterapeuti fanno danni assurdi. Parlo per conoscenza e non per generalizzazioni. Per quato riguarda la PdL sarei felicissima venisse approvata.. nei termini però da includere soltanto gli psicologi e non i medici. Ma a quel punto si dovrebbe lavorare anche sulla creazione di una cultura condivisa, molti potrebbero ritenerlo superfluo, penso.

  • Michela Polcino

    allora noi psicologi possiamo fare i medici di base visto che si può viceversa significa che gli anni di studi e tirocinio che ci fanno fare sono inutili in entrambi i casi!
    Chiunque può fare qualsiasi cosa….visto che le compoetenze non servono a niente!
    ah bè…viene dai politici che fanno questo mestiere senza sapere come si fa e cosa significa!
    ITALIA DI MERDA….scusate, ma succede solo qui.

  • Giuditta

    Medici di base e odontoiatri non sono assolutamente competenti nel campo, molti di loro prescrivono anche psicofarmaci un po’ a caso… faccio attività clinica e gli invii che mi arrivano da queste figure professionali sono spesso totalmente sbagliati: il medico a volte non si è accorto che la patologia è molto grave, altre ha prescritto un farmaco del tutto inadeguato e in generale propongono un “uso” dello psicologo e della psicoterapia ai loro pazienti del tutto inadeguato, dando della nostra categoria un’immagine fuorviante. Credo nel lavoro in rete ma a ciascuno le proprie competenze.

  • grazia

    NON CI POSSO CREDERE !! CHE TRISTEZZA :( NON POSSIAMO FARE NIENTE PER FARCI SENTIRE? RACCOGLIAMO LE FIRME, SCRIVIAMO A QUESTO FOTI….NON è POSSSSIBILE !

  • Francesca

    Bene, quindi se passa il decreto e i medici e gli odonotoiatri potranno fare gli psicologi, io, psicologa potrò fare il medico di base e prescrivere farmaci. Se viene meno la tutela (di legge) della professione per una categoria verrà a crearsi un precedente. Anzi, quasi quasi farò anche la commercialista.
    La domanda è: quando i medici, psichiatri compresi, si renderanno conto che non hanno la formazione per il sostegno psicologico (meno che mai per la psicoterapia) e rischiano di ledere il paziente? Cosa che peraltro reputo gravissima e immorale.
    E lo dico perchè l’ho visto con i miei occhi.

  • Patrizia Tummolo

    Bah! dubito che passi questa Pdl visti i tagli su tutto… Sarebbe un’ottima cosa se L’Ordine Nazionale cominciasse a mettere un di “ordine” per quanto riguarda le competenze professionali, valorizzando quelle di psicologi/psicoterapeuti e controllando eventuali abusi da parte di altre professionalità (mediche e non). Dalla poca esperienza avuta nel settore pubblico credo che due ruoli sanitari (S e s)possano essere complementari e non necessariamente in conflitto come capita spesso nelle equipe, o tramile lotte di ordini…

  • velio

    Intanto è un ddl e si tratta di vedere se passerà. Non è la prima volta che se ne parla. Io spero che passi e che faccia passare anche i medici. Meglio entrare tutti che opporci ad una categoria molto forte come quella dei medici che ha alle spalle le case farmaceutiche.
    Se passa state tranquilli che dopo avere visto tre o quattro situazioni serie i medici si metteranno a dispensare farmaci, a noi resterà il campo ben più ampio della relazione che è quella che manca ora. Ben venga il DDl e spero francamente che passi così, Cerchianmo di salire sul treno e non farci fregare da guerre di categorie già perse in partenza!!!
    Un caro saluto

  • Pingback: Lo psicologo di base sostituito dal medico:VERGOGNA « Giadaprestianni's Blog

  • Roberta Vitali

    Che dire,

    credo di essere ed operare ormai da 9 anni nel pieno come “psicologa di base” nel pubblico, pur vedendo la nostra figura professionale più che svilita malamente riconosciuta. La realtà milanese, in questo, è anche all’avanguardia perché si avvale di un centinaio di psicologi che operano a livello di base per adulti, bambini, coppie, famiglie, richiste spontanee e di tribunale…..ma siamo solo “precariato” e come tali destinati all’estinzione.
    Sono anni (noi colleghi milanesi) che combattiamo con la cultura azzerante e misconoscente della nostra stessa azienda pubblica, chiedendo peraltro esattamente di essere riconosciuti a livello contrattuale come “i medici di base” che hanno contratti ambulatoriali applicabili agli psicologi. Ma le nostre richieste rimangono totalmente disattese per non dire che cadono nel vuoto.

    Facciamo una petizione on line e facciamola circolare in tutta Italia tra gli psicologi creando una risposta di categoria che sia davvero rappresentatova del nostro osservatorio. Dobiamo impedire che i medici prendano il nostro posto, un posto speciale a cura dei diritti del cittadino che ha bisogno e a sua volta diritto di avere uno specialista della persona che abbia una formazione adeguata!

  • Marcella

    sono esterrefatta.
    I medici non hanno neanche idea di cosa sia la psicologia, come si può anche solo pensare a questa legge??? è come se io dato che riconosco cos’è un neo…..potessi fare da somattina il “dermatologo di base”!! ma dai, non spariamo altre cavolate in questo paese in decadenza!!!!

  • Luana

    Ma stiamo veramente scherzando?

  • http://ti-aiuto.com Rolando

    Buonasera,
    ho letto l’articolo e da quanto è stato proposto da Foti ne deduco che i medici ancora oggi, anno 2010 vengono tenuti su un piedistallo e gli psicologi vengono svalutati visto che per gli psicologi si richiede una iscrizione di 10 anni, che comporta un’esclusione di migliaia di psicologi giovani ma potenzialmente efficaci e capaci, mentre i medici non solo possono invadere il nostro spazio e la nostra professione inserendosi come psicologi di base, ma non viene richiesto loro una specializzazione a quanto sembra nè l’iscrizione decennale.
    Propongo oltre ad un incontro col signor Foti, anche di pubblicizzare questa notizia importante per tutti e non solo per noi psicologi a siti di portata nazionale e mondiale che si fanno sentire come ad esempio il blog di Grillo o siti e trasmissioni simili.
    Sarebbe inoltre interessante sapere in altri paesi del mondo se succede la stessa cosa come in Italia.
    Un cordiale saluto
    Rolando Tavolieri

  • Giuseppe

    Proposta straordinaria, non solo per le ovvie e ottime ricadute sociali ma anche perchè così si fermerebbe la corsa alla specializzazione e ci sarebbe più mercato anche per gli psicologi. La questione dell’inclusione anche dei medici è non solo preoccupante, fuori posto e assurda ma anche ridicola. Mobilitiamoci. Ringraziamo l’attento collega Piccinini per l’interessamento

  • l1971berg

    Ciao, sono Lidia,
    sono d’accordo con molto di quanto detto dai colleghi. Quello che contano però sono in Italia i fatti, i cavilli, e a volte magari molti colleghi assieme possono riuscire a farsi sentire oltre ad un blog. L’idea della petizione online da parte di tutti i colleghi psicologi contro questa proposta di legge così come è mi sembrerebbe un atto concreto e spero massiccio, e mi vedrebbe da subito disposta a firmare. Mi viene da aggiungere anche che giustamente, io potrei avere quasi una seconda laurea in medicina ma se mi azzardassi a far finta di fare il medico, sarei accusata di abuso della professione. Mi chiedo se nella melma delle leggi italiane ci siano da qualche parte appigli reali per poter fare lo stesso nei confronti dei medici o di chi facesse passare questa legge assurda, cioè secondo me istigare ad un abuso di professione. Sempre perchè ormai credo ai fatti (pochi) più che alle parole (tante) sarebbe già qualcosa se diventasse un fatto ed una pratica la legge sulla convenzione con gli psicologi a prezzi sostenibili ed in parte risarcibili da parte del sistema sanitario. La legge c’è già, credo, ma è rimasta a livello di parole.

  • http://ww.valentinasciubba.it valentina sciubba

    credo di aver cominciato a parlare di psicologo di base almeno dieci anni fa, quando ancora mi sembra non ne parlava nessuno. Sono quindi contenta che ora addirittura si parli di una pdl…però credo che medici e psicologi debbano collaborare e)/o essere tenuti a pretendere dal paziente la reciproca informazione ove necessario. Non vale neppure la pena commentare che si possa pensare di attribuire a medici le funzioni e le competenze dello psicologo.

  • Sara

    Come sempre, resto senza parole di fronte ad “iniziative” di questo tipo…sono ormai anni che lavoriamo per creare una nostra specificità professionale, per aprirci uno spazio (possibilmente stabile) all’interno del quale essere considerati e riconosciuti (e richiesti) per quello che siamo, per le competenze che solo noi, in ragione degli anni di formazione teorico-pratica cui ci siamo sottoposti, più o meno piacevolmente, possiamo dare e garantire…e cosa succede? L’accesso a quel medesimo spazio viene concesso anche a chi, avendo una formazione diversa, non possiede appunto queste competenze…

    …Parole ulteriori penso non possano essere “sprecate” per commentare questo “scempio”: è una continua umiliazione e maltrattamento della nostra professionalità e della serietà e impegno che quotidianamente mettiamo per definirci.

  • Anna

    E’ veramente scandaloso!!!Come se la nostra categoria non fosse già abbastanza degradata e offesa, pensiamo a tutti i maghi, i vari guru che parlano di argomenti di cui non hanno la competenza. Questo è un ulteriore passo indietro per noi. E’ ora di finirla.

  • Laura

    capisco lo sdegno un po’ meno il piagnisteo ” o poveri noi che non siamo importanti e forti come i medici”
    Più che inorridire o frignare non è meglio pretendere che il nostro Ordine si attivi nel segnalare le incongruenze con l’obiettivo di tutelarci, rendere fattibile il progetto e fare l’interesse dei nostri utenti-pazienti? Chi propone una legge del genere deve essere considerato un alleato.
    Se gli psicologi non sono in grado di fare mediazione allora è meglio che la professione la svolgano i dentisti

  • // anna montopoli

    cari colleghi,
    che bello vedere una proposta di legge che preveda la figura dello psicologo di base. per di più da parte del PDL! fra i proponenti 2 medici e 1 odontoiatra. normale che tirino acqua al loro mulino e non sappiano che fra medico e psicologo c’è qualche differenza sancita dalla legge…
    la proposta prevede:
    ‘iscrizione all’ordine degli psicologi da almeno dieci anni o all’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri;’
    basterebbe aggiungere – e non ritengo possa essere particolarmente osteggiato – la frase:
    ‘specialisti in psicologia medica o psicoterapia’.
    ormai è chiaro come la fame di lavoro faccia lanciare tutti sui pochi ossi a disposizione. e dobbiamo sorbirci la presenza di alcune categorie di medici fra le nostre fila. pazienza, è il male minore.
    propongo di spingere la legge da parte di chiunque abbia collegamenti con forze politiche, naturalmente sollecitando quella ‘piccola’ modifica.

  • Monica

    è una vergogna! sempre meno opportunità lavorative per gli Psicologi …solo tante belle parole…

  • Luisa

    Ecco, almeno i colleghi si indegnano….

    Quando ho letto il titolo non mi pareva vero: psicologo di base. woow!!! Ecco, la gioia è finita lì….
    Tra il fatto che un Medico possa fare lo Psicologo (vorrei vedere se fosse il contrario: sarebbero già in piazza a urlare!) e il limite dei 10 anni di professione (ma perchè??? I primi 10 non lavoriamo bene??), non so cos’è peggio.

    Io mango una mail al caro onorevole e anche all’Ordine: se non si prova, non si ottiene nulla.

  • lufra

    cioè ma come si fa????Ci sono tanti psicologi a spasso e loro voglio “estendere”la nostra disciplina anche ai medici??? e cosa studiamo a fare 9 anni se poi un medico qualunque può fare le stesse cose che dovremmo fare noi??? Sono esterefatta!!! Così si sottovaluta la nostra disciplina e il nostro lavoro!! Non è possibile!!!

  • Eleonora

    Salve a tutti,
    sono Eleonora.

    Ero super felice quando ho letto questo articolo ma subito dopo, come tutti i colleghi, sono rimasta a bocca aperta nel leggere che potremmo prendere in considerazione l’ipotetica possibilità di un inserimento solo dopo 10anni d’iscrizione all’Ordine. Perchè?? Se siamo iscritti abbiamo già tutte le carte in regola e siamo già all’altezza.
    Perchè i medici possono fare subito il loro e il nostro mestiere??

    Penso e spero che quando parlano di medici intendano solo quelli che hanno frequentato una scuola di Psicoterapia. Se abbiamo aperto le scuole di specializzazione anche a loro, dopo abbiamo lo stesso titolo.
    E non lo aprirei nemmeno agli Psichiatri. Eventualmente lo Psicologo di base invierà il paziente allo Psichiatra o e dal Terapeuta.
    Per quanto riguarda i dentisti credo e spero che si siano confusi: cosa sanno i dentisti di Psicologia e Psicopatologia?? Più o meno quanto sappiamo noi di trapani e carie. Stiamo per caso dicendo che il cervello e la mente sono la stessa cosa dei denti??

    E’ buffo. Ci sentiamo scavalcati dai medici ma non sono solo loro a rubarci il lavoro.

    Amo la Psicologia e sono felice di essere una Psicologa ma la nostra professione non è riconosciuta da nessuno. Gente comune compresa. La gente non sa la differenza tra Psicologo , psichiatra, psicoterapeuta, psicoanalista. Mi ritrovo sempre a doverlo spiegare a tutti. E lo psicologo clinico? E il Neuropsichiatra?

    Per quanto mi riguarda nella sanità non servirebbero solo Psicologi di base ma almeno 1 psicologo per ogni reparto ospedaliero. Ovviamente con relative specializzazioni. Ma chissà se accadrà mai. Perchè solo in Oncologia o in pochi altri reparti?

    Nel campo del lavoro ci rubano il lavoro tutti, ma tutti.
    Nella clinica ce lo rubano i medici e i counselor.
    Nel sociale ce lo rubano gli educatori e i miglioni di volontari.
    Nella ricerca.. non c’è soldi per nessuno.

    Tutto ciò avviene ovviamente solo in Italia. All’estero non è così. Tutti riconoscono la nostra professione e vanno dagli Psicologi.
    Medici compresi.

    Con la speranza che qualcosa cambi..
    Un cordiale saluto a tutti.
    Eleonora

  • Marcella

    spesso leggo nei vostri post i riferimenti all’estero come ad un paradiso felice….non è così!!! giusto per fare un esempio, in Spagna possono accedere alle scuole di specializzazione psicoterapeutiche non solo medici e psicologi! non ne so di più, ma solo questo a me non sembra proprio il paradiso….
    E’ uno schifo….ovunque!

  • Elisa

    E’ una vergogna..primo perchè siamo solo noi gli psicologi e secondo perchè dare in mano la nostra professione ad altri specialisti produrrebbe grandi pasticci! Scriviamo tutti insieme al CNOP, con migliaia di firme si muoveranno per forza, altrimenti è la buona volta che sovvertiamo l’ordine!!

  • Paola

    Notizia sconvolgente. Che purtroppo non fa altro che confermare quello che già sapevamo sulla tutela della nostra professione. Più che coninvolgere l’onorevole, forse sarebbe ora di fare una protesta seria nei confronti di un ministero dell’istruzione che ha istituito un corso di laurea in psicologia che a quanto pare non fornisce una professionalità specifica, oltre a non avere alcuno sbocco lavorativo. Un corso di laurea mangiasoldi, come le scuole di psicoterapia che servono solo a prolungare l’agonia dei poveri psicologi illusi e soprattutto a rimpinguare le casse di medici e professoroni. Mentre gli psicologi continuano a studiare all’infinito, mantenendosi con impieghi precari e di tutt’altro genere. Professione Psicologo: la GRANDE ILLUSIONE….

  • Aldo Gabriele

    Troviamo la mail parlamentare di Antonino Foti ed inviamo una valanga di proteste alla sua proposta di legge “Istituzione della figura professionale dello Psicologo di base”. Anzi, magari proponiamo lo psicologo di base per i parlamentari che sottoscrivono tali proposte di legge!

  • Aldo Gabriele

    Ecco la mail di Antonino Foti, purtroppo eletto nella mia regione (Calabria)(ovviamente non con il mio voto!): foti_antonino@camera.it

  • Aldo Gabriele

    Testo appena inviato alla mail di Antonino Foti:
    “Onorevole Foti,
    ma si può proporre una legge “Istituzione della figura professionale dello Psicologo di base” che prevede che pure il medico e l’odontoiatra possano svolgere tali mansioni???
    Sono uno psicologo calabrese e sono ovviamente in totale disaccordo con tale proposta di legge ed insieme a me molti altri psicologi italiani e calabresi.
    A tale proposito può dare un’occhiata alla pagina web: http://nicolapiccinini.it/psicologo-di-base/2010/06/comment-page-2/#comment-148.
    Cordiali saluti da Aldo Gabriele”

  • lufra

    se non ci muoviamo ora è la volta buona che ci sommergeranno e rimarremo per sempre nell’ oscurità….Alziamo la voce e facciamoci sentire!!!!

  • Angela

    E’ una vergogna !!! Cerchiamo di diventare più UNITI affinchè ciò che ci aspetta di diritto come PSICOLOGI ci venga riconosciuto in pieno, poichè devono capire che la sofferenza psicologica,in generale, non è un gioco.

  • Giusy

    … PURTROPPO NON MI INORRIDISCO PIU’ e questo è il problema , siamo una categoria di rasegnati , condannati a stare sotto la supremazione dei medici che ci considera “ORPELLI INUTILI ” cos+ ci chiamava il responsabile dell’SPDC dove lavoravo

  • Elisa

    Non rassegnamoci!! Cerchiamo forme di associazionismo e di comunicazione anzichè cedere a tali soprusi!! Io ci credo ancora in noi psicologi, specialmente in chi come me vorrebbe svolgere bene la propria professione e “crescere” con gli altri.
    Per chi vuole contattarmi: elisa.enrica@libero.it – psicologa lombarda. Facciamo un gruppo su Facebook o un sito in cui comunicare tra noi! Per chi crede ancora che ce la possiamo fare!! Tutti sono invitati a partecipare..il gruppo posso crearlo io! Per il sito, invece, qualcuno può darmi una mano?

  • http://www.ilprisma.org Paola

    Rimango sempre allibita da certi tipi di notizie e mi domando sempre se chi propone certe cose ha un ritardo cognitivo o meno. Di sicuro c’è qualcuno che pensa che il mestiere dello psicologo lo possa fare chiunque, senza un percorso formativo adeguato.
    Personalmente mi vergognerei di fare una proposta del genere!
    Medici di base e odontoiatri che posso assolvere ai nostri mandati… incredibile… vorrei proprio vederli…
    Quanta aggressività verso gli psicologi, possibile che fanno così tanta paura? Certo, è una questione di potere, di cercare di risollevare le sorti dei medici di famiglia, ecc. ecc., ma, secondo me, c’è anche tanta paura verso di noi!
    Grazie, Nicola, per come stai combattendo per noi.

  • marco carafoli

    Mi dissocio da tutti i commenti negativi, compreso quello di Nicola Piccinini, alla proposta di legge sullo psicologo di base. Prima di tutto chi si lamenta dovrebbe prendere atto che la psicologia non esiste e di conseguenza neanche lo psicologo. Troppi e troppo distanti tra loro gli approcci di cui nessuno sembra preoccuparsi di trovare una sintesi. Tutti eccetto me e pochi altri (ad esempio Alfredo Canevaro al cui lavoro rimando decisamente tutti quelli che si vogliono candidare a diventare psicologi di base). Il secondo motivo della mia dissociazione è che l’unica preoccupazione di tutti sembra essere quella di difendere i privilegi e l’esclusività dell’appartenenza alla lobby degli psicologi. Ma delle persone che vi chiedono aiuto ve ne frega qualcosa? Se così fosse sapreste benissimo che un buon medico di base con 30 anni di esperienza sulle cose della vita vale incommensurabilmente di più di un neolaureato in psicologia magari con una bella specializzazioncina in psicoterapia delle rane fritte.

    marco c.

  • Luisa

    A Marco C.

    Che gran bell’attacco!
    Come puoi dire che lo psicologo non esiste? e così nemmeno la psicologia?
    Inoltre, è proprio per il benessere delle persone che si parla da anni di istituire lo psicologo di base, così come il medico di base…ma non in questo maniera!! Non è difendere una lobby:è difendere la propria professionalità, i contenuti specifici e gli strumenti dello psicologo.
    Non metto in dubbio che ci sono medici con 30 anni di esperienza che ne sanno molto sulla relazione…ma è un po’ come dire che “tutti siamo psicologi”. Non è esattamente la stessa cosa.

  • Dario

    No va bè…non ci credo…io inizio a darmi alle maracas o a fare il ballerino di boogie-boogie.Sono scandalizzato.

  • Luana

    ke schifo….ma perché non dire la nostra qui?
    http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/49913

  • Giulio Tirinelli

    …però però…

    ….che bella risonanza che ha avuto questo articolo!

    Io direi che:

    1- s’è alzato un polverone che sta prendendo una piega a dir poco surreale

    2 – forse molti commenti sono ridondanti, ma evidentemente c’era una crosta da togliere da qualche parte, uno sfogo necessario

    3 – direi che quest’ultimo commento del Sig. Carafoli (ammesso che non sia uno scherzo) ci apre ad una immagine più ampia della rappresentazione della figura dello psicologo in Italia.
    E il fatto che si il Sig. Carafoli si “dissoci” dalle opinioni è una eccezione che appunto conferma una regola.

    Anzi, una cultura.

    Sono d’accordo anche io che nessuno abbia la verità in tasca:
    che si possa essere strumento d’aiuto per qualcuno indipendentemente dalla formazione, questo è un dato di fatto: le mamme non sono “psicologhe”, eppure in qualche modo si occupano di far crescere i loro bambini, e in molti casi forse riescono a farlo bene, riescono ad essere “mamme”.

    Non tutte riescon bene, in alcuni casi, per tanti motivi, la scienza può essere d’aiuto, e per farlo si basa sull’analisi di quello che è accaduto in passato, della memoria storica di eventi passati.

    Per qualche motivo quando sto male ritengo opportuno andare in ospedale, e mi rivolgo ad un medico, pensando che abbia studiato bene e abbia imparato qualcosa che mi sia d’aiuto per il mio caso.

    Non vado da agronomo, penso che non sia pertinente (ma chissà magari l’agronomo mi da la cura giusta e il medico m’ammazzo..questo chi può dirlo!)

    Lei Sig. Carafoli, quando sta male, da chi va?
    Se mi permette, io Le consiglierei di rivolgersi ad un medico che, per quanto lei ne sappia, sia anche un buon medico, nel caso abbia un problema di tipo medico.

    Lo psicologo invece, che esista o no, è una persona che ha detto apertamente: “mi sto occupando di come funziona la mente, le relazioni, le emozioni”, e a volte, quando non fa disastri, può essere d’aiuto e di supporto per la crescita sociale, affettiva, umana delle persone.

    E questo lavoro, non capisco perchè debba necessariamente essere funzionale se un unico paradigma.

    Perchè “fondere” a tutti i costi le personalità, formazioni, approcci?

    Chi ci dice che sarebbe meglio una “sintesi” della psicologia?

    Lo trovo un pò disumanizzante questo tentativo di appiattire tutto su una unica dimensione condivisa: l’umanità è tale anche in quanto basata sulle differenze.

    Saluti

    G

  • maurizio currò

    intanto cerchiamo di non cadere nelle generalizzazioni dell’incompetente legislatore. L’Ordine si chiama “Chirurghi ed Odontoiatri”, ma gli Odontoiatri, iscritti al loro albo, non possono praticare altro che l’odontoiatria e le specializzazioni correlate (Chirurgia Maxillo-Facciale): per il resto L’Ordine degli Psicologi dovrebbe provvedere a fare le opportune proteste. Anche gli odontoiatri non sono “lobby”, ma comprano pagine dei quotidiani per condurre la loro quotidiana lotta contro l’abusivismo e informare la gente.
    Potrebbe farlo anche il nostro Ordine per chiarire intanto, anche al legislatore, le diferenze tra Medico, Medico Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo,etc. Abbiamo Dirigenti Scolastici che escludono da graduatorie dei PON degli Psicologi Psicoterapeuti poichè privi della “Laurea specifica”, e mettono in testa alla graduatoria un Counsellor…Ahimé..Saluti a tutti

  • Aida Francomacaro

    e il nostro ordine che fa? quello nazionale?

  • Len

    questo è normale:
    in un paese come l’Italia in cui i politici non conoscono la costituzione…. si pensa che anche chi esercita la professione di psicologo non debba necessariamente conoscere le basi della psicologia.

  • Marcella

    Per Marco C.
    a noi frega e tanto degli utenti, è proprio per questo ci scandalizziamo di fronte a questa proposta di legge.

    Cosa potrebbe fare un medico…con 30 anni di esperienza per esempio per uno sportivo con problemi di concentrazione? te lo dico io…nulla…neppure se fosse un medico sportivo; se non dirgli che “si risolverà”…

    ci sono tanti medici in gamba…che prendono molto sotto gamba tutto ciò che è psicologico.

    E dato che dici che la psicologia non esiste ti invito a provare a negare che: l’apprendimento, l’attenzione, la motivazione, le emozioni, le relazioni, la leadership, il mobbing, la violenza psicologica, non esistono…!!
    Sai Marco…tutte queste cose esistono…e per noi psicologi sono argomento di studio e lavoro quotidiano!!

  • Christian

    Proposta così surreale quanto stupida:non passerà mai.
    La cosa che rammarica è l’ignoranza di certi individui e soprattutto la chiusura in quelle proprie certezze che impedisce di curiosare anche minimamente su altri terreni.
    Il sign. Carofoli ad esempio forse non sa che psicologia non significa “essere capaci nelle relazioni” ma va ben oltre; non si riduce “nel sapere le cose della vita” per le quali possiamo rivolgerci ai nostri nonni; probabilmente non è nemmeno a conoscenza della mole di articoli scientifici che confermano l’efficacia di determinati approcci su determinati disturbi (là dove scientifico non è solo materia da toccare come ingenuamente può ben pensare, ma è sistematicità e ripetibilità di risultati che si osservano).
    E forse nemmeno sa che moltissime scuole di specializzazione in psicoterapia vedono coinvolti medici-psichiatri (e non solo psicologi) che sottolineano la maggiore validità di protocolli psicoterapici rispetto a mere terapie farmacologiche che in certi casi servono solamente su determinati sintomi in fase acuta.
    Sarei molto curioso di vedere all’opera il sig. Carofoli con le sue altissime competenze “sulla vita” trattare un disturbo di personalità e magari un borderline. Sarei curioso di vederlo a contatto con la disorganizzazione che caratterizza il suo stato mentale, le “parole da esperto di vita” che userebbe quando al telefono lo chiama per dirgli che si sta tagliando. O magari fargli fare 4 chiacchiere con una anoressica (se ancora ce ne sono, visto che bastano le chiacchiere e la vita vissuta per curare i loro disturbi). E perchè no, andiamo sul “più semplice”, fare due chiacchiere con chi soffre di attacchi di panico, magari da esperto di vita lo sentiremmo dire: “stai tranquillo e andiamoci a prendere un caffè al bar così parliamo” o dargli una bella pacca sulla spalla, se prima non sviene. E’ l’ignoranza di questa gente che va colmata. Se permane, non dobbiamo sorprenderci di proposte o ridicoli commenti. Lasciamo alla gente che fa seriamente attività scientifica e alle figure professionali con la P maiuscola stringere sensate collaborazioni e far riconoscere l’utilità di competenze diverse dalle proprie.
    Al resto della gentucola,facciamo aprire bocca per fargli cambiare fiato,visto che solo questo sanno fare.

  • marco carafoli

    a Giulio a Marcella e Christian.
    Non solo esisto ma sono pronto a rispondere personalmente a tutte le obiezioni e le controargomentazioni. Vivo e opero a Parma da parecchi anni principalmente come consulente scolastico per il settore adulti, ma mi occupo anche di formazione oltre che saguire privatamente le persone che richiedono il mio aiuto. Sono, dal punto di vista istituzionale, uno psicologo clinico, ma sono uno di quelli che non vota per le elezioni dell’ordine perchè vorrei che l’ordine sparisse. Vorrei anche che non si parlasse più di psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, psicoanalisti. Queste denominazioni sono frutto di arretratissime concezioni su cosa è l’essere umano, in cosa consiste il nostro mestiere prima ancora che di orride spartizioni del potere.
    In questi ultimi dieci anni sta emergendo una prassi del fare terapeutico che sta abbattendo brutalmente le separazioni tra le succitate caste e tra le appartenenze dettate dai dogmi. Molti studi dimostrano che i terapeuti di ogni orientamento si dirigono con gran velocità verso un istintivo ecclettismo per rispondere alle esigenze che le persone richiedenti aiuto pongono loro di fronte.
    Ma è necessrio andare oltre l’ecclettismo.
    Attualmente, e mi assumo piena responsabilità di ciò che dico, la miglior forma di integrazione nel campo dell’aiuto consiste in un approccio di sistema. Quando una persona ci chiede aiuto dobbiamo essere consapevoli che quello è un portatore designato del problema e che quello che abbiamo di fronte è un sistema di relazioni fanasmatiche e reali. Da quel punto in avanti noi siamo parte di quel sistema e dobbiamo avere intelligenza di ciò che accade, capacità di direzionare il cambiamento e competenza nell’utilizzare i nostri sentimenti come quida al nostro agire. Per ulteriori delucidazioni sul tipo di approccio lascio la mia mail a chi fosse interessato e ripeto che una buona esposizione di questo è contenuta nel libro di Alfredo Canevaro ‘quando volano i cormorani’. Questo è il nostro mestiere e l’umanità si divide in due parti: chi lo sa fare e chi non lo sa fare. Di come il legislatore deciderà di spezzettare quest’arte e di burocratizzarla non me ne frega niente.

    un saluto

    marco.carafoli@live.it

    marco

  • Christian

    Comprendo il suo ragionamento sulle troppe settorializzazioni all’interno della psicologia stessa, anche se non lo condivido appieno; ma non credo ci sia da discutere più di tanto quando si viene a conoscenza ancora un volta di una manovra (dettata da ignoranza o da strategie politiche, è raccapricciante allo stesso modo)che farebbe svolgere il tuo lavoro, per il quale hai conseguito una precisa e cospicua formazione, a chi non ha nemmeno un briciolo della tua competenza. Qui si parla non di chi deve fare lo psicologo, lo psicoterapeuta o lo psicoanalista, ma di far fare ad un medico quello che sa fare (appunto un saper fare come dice lei ma che richiede competenze specifiche) uno psicologo/psicoterapeuta. A questo punto allora non ci lamentiamo se vediamo in tv attori da 4 soldi lanciati solamente da reality, mentre chi si è fatto il culo (e permettetemi il termine) in scuole di recitazione va alla spasso o è buttato in qualche teatrino sconosciuto. Ma stiamo scherzando!Ma per favore!

  • Fabio

    Dottor Carafoli le sue riflessioni contengono diversi spunti interessanti. Ad esempio mi trovo d’accordo con lei quando dice che sarebbe necessario un lavoro di sintesi tra i diversi approcci. Mi sembra invece leggermente esagerato dire che solo lei porta avanti questo tipo di riflessioni. Le categorie “tutti” e “lei e pochi altri” non mi sembrano adeguate per descrivere la situazione. Lei chiudeva la sua prima riposta dicendo che un medico con 30 anni di esperienza è più competente di uno psicologo neolaureato. Riflessione banale ed ambigua al tempo stesso. Uno: l’esperienza è una cosa fondamentale in ogni campo. Due: un medico sarà sempre più competente come medico che come psicologo, uno psicologo sarà sempre più competente come psicologo che come medico, indipendetemente dal numero di anni trascorsi dalla sua laurea. Risposta banale, però meno ambigua.
    Sul suo discorso sulle varie specializzazioni professionali posso solo dire che le differenziazioni sono utili e necessarie quando si parla di settori differenziati. Non è certo facendo scomparire le diveristà che si può ottenere un miglioramento delle prassi operative. Altro discrso se invece vogliamo far riferimento al rivedere ed al ripensare alcune schematizzazioni non più al passo coi tempi.
    Per finire, mi scusi, non posso che dirle che non interessarsi alle vicende politico-professionali è un errore che la nostra categoria professionale sta pagando a caro prezzo. A me non interessa essere un “esperto del volo dei cormorani” (grazie comunque per il suggerimento di lettura non richiesto) se poi un mio possibile settore di lavoro viene fatto occupare da un’altra categoria professionale. Questo non significa proteggere una lobby, significa essere soggetti attivi del proprio destino (professionale).
    Un saluto.

  • Giulio Tirinelli

    (Riguardo queste ultime battute emerse dalla provocazione del Sig. Carafoli)

    ok, ho capito: non è il contesto questo per discutere in modo appropriato la diatriba sulla “necessità di una distinzione tra categorie che descrivono psicologi con diversa formazione”, e nemmeno è possibile poter verificare immediatamente se veramente il libro che ci suggerisce del “volo del cormorano” abbia rivoluzionato la psicologia (e non l’ha saputo quasi nessuno, non io almeno).
    Che dire? Lo leggerò, e a quel punto lascio un commento più appropriato in questo stesso post (certo, non a breve, quindi se sarà possibile Nicola propongo di lasciare sto lunga discussione per i posteri).

    Certo non posso non far notare al Sig. Carafoli che:

    1) essendo iscritto all’ordine degli psicologi dovrebbe aggiornare la sua cartella (che risulta da internet) e verificare se questa appartenenza con l’ordine è accompagnata o meno da una reale condivisione dei principi in esso contenuti.

    2) essendo il linguaggio una sintesi della realtà (ammesso che esista, ma qui andiamo troppo oltre) tanto più si scrivono le cose “en volant”, tanto più si rischia di asserire cose che verranno giudicate (giustamente) errate, per come sono poste.

    Perciò Lei dice:

    “Quando una persona ci chiede aiuto dobbiamo essere consapevoli che quello è un portatore designato del problema e che quello che abbiamo di fronte è un sistema di relazioni fanasmatiche e reali. Da quel punto in avanti noi siamo parte di quel sistema e dobbiamo avere intelligenza di ciò che accade, capacità di direzionare il cambiamento e competenza nell’utilizzare i nostri sentimenti come quida al nostro agire.”

    …a parte qualche refuso, è il “dobbiamo avere intelligenza” che mi fa sorridere.

    Potremmo descrivere la formazione come un sapere, un saper fare, e un saper essere. Siamo d’accordo?

    Chiaramente quando arriva una persona, portatrice di X disagio che richiama Y fantasie familiari, siamo d’accordo che l’importante è rispondere in maniera pertinente al problema (non quindi imponendo la mia formazione, la mia appartenenza, la mia lobby).

    Penso che siamo anche d’accordo che la specializzazione, la frammentazione degli approcci in molti casi è funzionale ad un discorso di economia (se io NON SO determinate cose rispetto alla casistica di un tipo di problema, e prendo in carico un problema per il quale non ho specifica formazione, nel frattempo in cui sto “usando la mia intelligenza” per andarmi a in-formare su quel problema, la persona subisce conseguenze negative per l’attesa mentre che io “mi sto impegnando”.

    E quindi, che si fa?

    Quindi penso che il Sig. Carafoli sia stato precipitoso nel dire una cosa che sostanzialmente, per come è posta, ammette la seguente condizione, e cioè: “va bene anche se il medico generico prende in carico un problema su cui non ha competenza”.

    Se Lei non chiarisce la sua dissociazione (che poi tanto dissociata non è, come vediamo dal fatto che è iscritto all’ordine), qui non ci capiamo più niente.

    Con simpatia.

    G

  • micaela lubrani

    E’ inconcepibile, una vergogna! Non possiamo farci mettere i “piedi in testa” in questo modo, la categoria dei medici viene sempre al primo posto e adesso prende anche il “nostro posto”! Dopo anni di studio e secrifici, impegno e desiderio di migliorarsi, tutto viene annullato da decisioni semplicistiche che creano problemi, non solo alla nostra categoria, ma anche e soprattutto alle persone bisognose di un sostegno psicologico adeguato e veramente professionale. Basta con il concetto che per fare lo psicologo bastano due paroline di comprensione e incoraggiamento! Facciamo qualcosa, informiamo anche le persone su cosa è davvero la psicologia, diciamo loro che non è ciò che si trova nei giornaletti che si acquistano in edicola, è qualcosa di più serio e rigoroso! Combattiamo l’ignoranza. Grazie per avermi letto! M.L.

  • Christian

    Questa proposta costituisce poco e niente uno spunto di riflessione sulle conseguenze delle specializzazioni che, siamo d’accordo, in luce filosofica, parcellizzano le conoscenze e possono ridurre l’essere umano in un mucchio di singoli organi o singoli settori, perndendone la sua visione olistica. Le abbiamo lette tutte queste cose nei primi anni di università, c’è chi le assimila, altri no (e mi viene da dire “purtroppo no”).
    Ma le specializzazioni servono.
    Qui cmq (e questo va sottolineato al di là di inutili e spropositate disquisizioni filosofiche), si parla di dare in mano a certe figure professionali competenze che non hanno, vanificando, svalorizzando e ridicolizzando certi percorsi formativi fondati su strutture teoriche e pratiche convalidate che richiedono un preciso impegno ed una precisa esperienza;
    con il rischio di minacciare appunto la salute dei pazienti stessi (visto che anche dell’interesse dei pazienti si parla): non è che mossi dall’ideale dell’uomo come sistema si propone adesso di far fare ad un dermatologo operazioni di chirurgia toracica o di far fare ad un infermiere un trapianto d’organo o di far fare ad uno psicologo referti radiologici.
    Un conto è favorire la stretta collaborazione e la comunicazione tra le diverse figure professionali per la presa in carico “globale” del paziente, un altro conto è credere (perchè di questo si parla, di false credenze)che un singolo professionista possa e sappia fare tutto se il suo percorso formativo ha una sua definita identità.
    Mah!Continuo ad essere allibito della sua posizione dottore, che sicuramente non ha chiarito minimamente.
    Se poi vuole fare pubblicità al libro, non credo ci stia riuscendo…anzi.

  • marco carafoli

    Non ho altra scelta, per chiarire il mio pensiero, che entrare nel merito della pratica della professione di aiuto per come io la intendo. Ho sempre pensato che l’imponente complessità ed eterogeneità delle situazioni che le persone ci presentano richiedesse di utilizzare in modo articolato e organico tutti gli strumenti di cui siamo oggi a conoscenza. All’inizio utilizzavo Rogers abbinato ai manuali dei Luborsky. Poi ho capito che il joinin di Minuchin era più rapido ed efficace (e meno noioso) dell’ascolto empatico, anche perchè disposto su una scala completa che va fino all’opposition. Certo è più rischioso, ma a quel punto, mi sentivo abbastanza esperto da usarlo. Intanto le famiglie, dei tossicodipendenti prima (quando lavoravo in comunità) e degli studenti poi, mi costringevano ad attrezzarmi con gli elementi basilari dell’approccio sistemico, quindi, ancora Minuchin e O’Leary. Ma non volevo buttare a mare il patrimonio ereditato dalla psicoanalisi sulla lettura del transfert e soprattutto del controtransfert (e del proprio transfert!!!) quindi ho trovato utile proseguire l’uso del sistema Luborsky seguendo l’indicazione della psicoanalisi pratica di Renik. La variazione che ho apportato consiste nel non fare interpretazioni di transfert ma di sistema per poter condurre il portatore del problema sulla starda del divenire coterapeuta e, parallelamente, per iniziare a lavorare, dosando la supportività con l’espressività, con lui, per arrivare al coinvolgimento delle figure genitoriali nel percorso di aiuto. A questo punto viene il bello. Abbiamo finalmente la famiglia reale di fronte. E’ qui che quasi tutti gli approcci terapeutici se la squagliano. Anche l’approccio terapeutico familiare se la squaglia attraverso l’uso agghiacciante del setting con lo specchio. Ed è qui che entra in scena la vera arte. Con la famiglia non si può temporeggiare (come quasi tutte le terapie individuali amano fare) ne si può sbagliare più di tanto. Se la tua lettura del sistema è errata lo sarà anche il tuo intervento, e sei spacciato. Ma se è corretta puoi introdurre i più potenti principi attivi (interpretazioni, psicodramma, interventi sulla corporeità..) nel luogo dove saranno più efficaci: le relazioni familiari. Di questo si parla nell’ormai famoso libro di Canevaro che spero leggerete tutti. Se ho ragione, se questo è il nostro mestiere, capirete perchè è più probabile che lo sappia fare un medico di base abituato a trattare da 30 anni con le famiglie rispetto ad un neoiscritto all’albo che è ancora immerso nella sua, di famiglia. Tra l’altro questo implica che le forme di intervento si trasferiranno dagli studi alle case delle persone come già alcuni programmi tv (s.o.s tata, s.o.s. adolescenti) stanno facendo, anticipando clamorosamente i tempi su quasi tutti i professionisti del settore.

    un caro saluto a tutti (e non chiamatemi dottore! ne datemi del lei!)

    marco

  • Marcella

    Caro Marco..mai provato la Gestalt? io si…e niente problemi strani che citi…
    e no…un medico non lo ritengo capace nonostante ciò che hai scritto!! :-)

  • marco carafoli

    ciao Marcella! no, ma ho provato i fiori di Bach e neanche quelli sollevano ‘problemi strani’ (perchè strani?).. qui il gioco è che a partire dai problemi reali che citi nel tuo precedente intervento, mettiamo in campo dispositivi di aiuto che spieghino, oltre che l’eziopatogenesi, soprattutto il loro funzionamento. Perchè dovremmo usare quelli e non altri e in cosa si differenziano dalle base lines dei fenomeni suggestivi e dalle azioni di conforto generico. Io, anche se in maniera succinta, credo di averlo fatto. Toccherebbe a te.. Marcella

  • http://xmarco lufra

    scusa marco ma come fa un medico ad aiutare una persona che problemi psicologici se non fanno neanche un esame di psicologia e non sanno neanche cos’è la psicologia.. scusa ma secondo me quello che dici è errato!!! Come loro hanno le loro competenze, noi abbiamo le nostre e non credo che possano fare meglio di noi solo dando qualche ansiolitico come molti già fanno!!!!

  • Luisa

    Sinceramente rimango sconcertata davanti a colleghi che professano di ascoltare e avere empatia con le persone con cui lavorano in studio e poi sostengono a spada tratta che il loro metodo di lavoro è “l’unico e il migliore”…. comunque, qui si parlava di altro, mi pare.

    Qualcuno ha scritto la mail? O al proprio ordine?

  • marco carafoli

    a Iufra, a Fabio e a Giulio. Confondete conoscenza con competenza. Prendete un buon dizionario e chiaritevi le idee. A Luisa. Io non sostengo che il mio metodo sia il migliore. sostengo che è il metodo con il più elevato livello di integrazione e, in quanto tale, in grado di offrire una risposta a tutta la gamma di problematiche psicologiche che le persone ci possano porre. Lo dico a te Luisa, a Marcella e a tutti gli altri: piantatela di dire ‘hai provato questo’ ‘hai provato quello’ come se fossero nuovi gusti di gelato. Argomentate la validità di quello che proponete e non parlatene solo perchè vi sentite parte di quella scuola o di quel movimento. Qui non sono in gioco ne le identità personali ne la misurazione dei falli. Se qualcuno di voi pensa di avere un metodo di approccio integrato migliore di quello che ho descritto io, lo esponga, e, se il caso, lo ringrazierò finchè campo per questo, altrimenti si taccia.

    marco

  • Fabio

    Gentile dottor Carafoli non è ovviamente questo il posto per portare avanti una discussione del tipo “botta e risposta”, qui siamo solo ospiti di Nicola.
    Ho commesso io l’errore di risponderle per primo perchè pensavo potesse essere una discussione utile alla condivione sul tema oggetto del post di Nicola.
    Per coerenza con quanto esposto questa sarà dunque la mia ultima risposta.
    Appena possbile faro uso di un dizionario come da lei consigliato visto che ha argomentato con chiarezza e professionalità il motivo del perchè confondo i termini “competenza” e “conoscenza”.
    Prendendo spunto dal suo consiglio leggerò anche qualche libro sul volo dei cormorani, delle aquile, dei condor, delle quaglie e dei passerotti.
    Forse così facendo arriverò anche io a padroneggiare un metodo di approccio integrato valido come quello da lei esposto.
    Con rispetto di lei come persona, come professionista, come teorico, credo, in tutta onestà, di averle dedicato anche troppo tempo.
    Un augurio sincero per il suo cammino professionale.
    Arrivederci

  • Luisa

    Per Marco:
    non mi sono mai permessa di dire “prova quello o quell’altro”. Le facevo solamente notare che a) questa non è la sede adatta al suo discorso in quanto il punto della discussione dovrebbe essere un altro, b) i suoi post precedenti erano scritti in modo da mandare il seguente messaggio “questo approccio (il suo) funziona sempre (= è il migliore) e gli altri no”. Se poi non era questo il messsaggio che voleva mandare, è tutto un altro conto….

    E ora concordo con Fabio: chiudo qui fino a quando non si tornerà a parlare dellla Proposta di Legge in oggetto.

  • marco carafoli

    Ovviamente questa non è la sede per un confronto tra i diversi approcci professionali. Mi ci sono semplicemente visto costretto per cercare di chiarire il mio pensiero. Ha senso o no condurre questa battaglia contro il progetto di legge che apre alla professione di psicologo di base ai medici?
    Inizialmente ho assunto deliberatamente una posizione provocatoria per far uscire allo scoperto quali fossero le motivazioni profonde che vi inducono a essere contrari a questa proposta. Il panorama è risultato altrettanto sconfortante di quello del PD. Si sa bene quello che non si vuole e quello che si teme, ma regna profonda confusione e ignoranza su quello che si vuole. Per questo mi sono deciso a esplicitare quello che faccio quotidianamente con le persone che chiedono il mio aiuto. A me pareva e pare un buon punto di partenza per identificare un mestiere che una sua identità ancora non la possiede. Noto che nessuno ha avuto il coraggio di fare altrettanto. Sono sconfortato dalla assenza di consapevolezza e di chiarezza che regna nel nostro campo e ritengo che in queste condizioni non ci sono i presupposti neanche per vincere una battaglia contro barbieri e parrucchieri. Loro almeno, come diceva mio nonno, un mestiere in mano ce l’hanno. Chiudo ribadendo che non è con il sarcasmo ne con l’indignazione che si può costruire il futuro di questa magnifica professione. E’ con le idee, con l’esperienza e con il confronto consapevole.

    Un saluto a tutti

    Marco

  • Francesco

    ORAMAI..ORAMAI…ORAMAI QUI VA BENE TUTTO
    QUESTO MONDO è ALL’INCANTO E NON CONNETTE PIU’,
    IL PENSIERO è ALLO ABANDO ED HA TOCCATO IL FONDO….

    Renato Zero “PRESENTE”

  • http://lucillascrocca.it lucilla scrocca

    Ciao a tutti e ben rientrati dalle vacanze;-)
    penso sia arrivato il momento di agire….al seguente link:
    http://lucillascrocca.it/psicologo-di-baseno-ai-medici_-petizione-contro-lapprovazione-del-ddl-n-3215/2010/09/

    trovate la petizione on-line da firmare contro la proposta di legge n.3215 che vorrebbe istituire la figura dello psicologo di base e arruolare come psicologi anche i medici.

    Mi raccomando firmate e diffondete anche ai non colleghi.

    P.S. non so che valore possa avere una petizione on-line, ci sono pareri controversi in merito. Sono sicura tuttavia che serve a mobilitare l’attenzione, a far sentire che siamo in tanti e che non rimaniamo fermi e passivi a guardare mentre tentano di rubarci la nostra professione.

    Grazie a tutti.

    dott.ssa Lucilla Scrocca
    Ordine degli psicologi Lazio n.14730

  • SARA

    DA QUESTO SITO POTETE SCRIVERE ALL’ONOREVOLE:
    http://www.camera.it/794?mailer_back_end_recipients=foti_antonino@camera.it&shadow_deputato=302954

    FACCIAMOCI SENTIRE!!

  • Renato

    Cari amici e colleghi, cosa c’e’ da stupirsi? Nella scuola media secondaria la maggior parte delle cattedre di psicologia sono affidate a non psicologi, nelle aule di formazione manageriale e comportamentale in genere, temi in cui la psicologia e’ alla base dei fondamenti teorici si esibiscono docenti o pseudo tali che giocano tra pnl e cialtronerie simili. Il mondo medico da sempre vuole spaziare i suoi confini nelle aree psicologiche. Il nostro ordine, di contro, e’ sempre molto attento nel ricordarci di pagare le quote annuali, una sorta di tangente per non avere praticamente nulla in cambio. Sono stato tra i primi a sostenere l’esame di abilitazione e a distanza di cosi’ tanti anni mi viene ancorada ricordare quello che disse un grande maestro della psicologia alla fine degli anni ’80 quando si discuteva se costituire l’albo oppure no. Lui era per il no e ad oggi dico che non aveva tutti i torti, anzi…Al’amico Nicola un grande in bocca al lupo, e’ persona seria.

  • Costanzo

    SIAMO 70 MILA PSICOLOGI.
    MA FACCIAMO QUALCOSA O RIMANIAMO ANCHE NOI NEL PAESE DELLE BANANE?

  • Aldo Gabriele

    Non solo è una proposta di legge indecente (spero che il governo si dimetta prima di approvarla!), ma soprattutto il primo firmatario della legge, Antonino Foti eletto nella mia regione, la Calabria, parrebbe lo sponsor dei politici che in Calabria vanno a trovare a casa i boss mafiosi per chiedere il sostegno elettorale (secondo l’accusa della Dda di Reggio Calabria). Leggete al link seguente: http://www.recasi.it/Upload/05012011_cal03.pdf

  • Serena

    Molto interessante l’articolo che tra l’altro critica e commenta il decreto legge. Condivido il pensiero che non è corretto permettere ai medici di fare diagnosi e sostegno psicologico, è necessario muoversi per poter difendere e tutelare la nostra professione. A cosa servono altrimenti 5 anni di università il tirocinio, l’esame di stato e la scuola di specializzazione di 4 anni???