Istat e benessere psicologico
C’era una volta il PIL, il Prodotto Interno Lordo. Strana sigla che già di suo evocava inquietanti immagini… il p r o d o t t o i n t e r n o l o r d o… Già nel 1968 Bob Kennedy scrisse che il Pil “misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta“. Finalmente anche in Italia, il CNEL e l’Istat hanno deciso di prendere in considerazione nuove variabili sulla vita… degna di essere vissuta.
Perché ve ne parlo? Ma ovvio! Perché questa piccola grande rivoluzione può riservare nuove ed interessanti scenari lavorativi per lo psicologo ;o)
Avete presente in cosa consiste il PIL? Se con l’auto rimango incolonnato davanti al casello e consumo carburante, aumento il PIL. Anche rompendomi una gamba e dovendo attivare ambulanze, ospedali e devices vari spendo e faccio spendere, aumentando il PIL. In altre parole, è il valore economico di tutti i beni e servizi prodotti da un paese in un dato periodo di tempo… al di là del bene e del male ;o)
L’Istat ha quindi attivato il sito web http://www.misuredelbenessere.it/ dove propone ben dodici nuove dimensioni per misurare la qualità di vita ed il benessere. Invita tutti i cittadini a compilarlo così da poter poi stilare, entro marzo 2012, gli indicatori definitivi.
Vi invito innanzitutto a partecipare alla ricerca, così anche da valorizzare gli aspetti… a noi cari ;o)
Mi faceva poi piacere confrontarmi con voi sulle dimensioni di potenziale interesse.
In generale, il progetto per misurare il benessere equo e sostenibile intende trovare indicatori utili a valutare il progresso di una società non solo su dimensioni economiche, ma anche sociali e ambientali. Vediamone in particolare alcune, corredate dalla presentazione fatta da Istat e Cnel
SALUTE
La salute ha conseguenze che impattano su tutte le dimensioni della vita delle persone, modificando le condizioni di vita e condizionando i comportamenti, le relazioni sociali, le opportunità e le prospettive dei singoli e, spesso, delle loro famiglie. L’OMS (1948) definisce la salute come la capacità dei soggetti di essere in equilibrio con se stessi e con il proprio contesto e di godere, quindi, di un “completo benessere fisico, mentale e sociale” e non soltanto come assenza di malattia.
ISTRUZIONE E FORMAZIONE
L’istruzione è una risorsa personale fondamentale per conseguire e gestire il benessere. Livelli di competenze più elevate possono migliorare il benessere delle persone anche in domini come la salute, la partecipazione sociale e la felicità personale. Il percorso formativo è un percorso continuo che deve coinvolgere tutto l’arco della vita: dai bambini in età prescolare fino alla terza e quarta età.
RETE SOCIALE
L’intensità delle relazioni sociali che si intrattengono e la rete sociale nella quale si è inseriti non solo influiscono sul benessere psico-fisico dell’individuo, ma rappresentano una forma di “investimento” che può rafforzare gli effetti del capitale umano e sociale.
SICUREZZA
La sicurezza personale è un elemento fondativo del benessere degli individui. L’impatto più importante della criminalità sul benessere delle persone è il senso di vulnerabilità che determina. La paura di essere vittima di atti criminali può influenzare molto le proprie libertà personali, la propria qualità della vita.
BENESSERE SOGGETTIVO
Questo dominio intende misurare il benessere percepito dalle persone rilevando opinioni soggettive sulla propria vita. Queste informazioni soggettive forniscono un’informazione complementare a quella fornita dai dati oggettivi che sono estremamente utili a misurare la qualità complessiva della vita degli individui. La valutazione del benessere soggettivo (My Better Life Index dell’OCSE) è considerato dai cittadini uno degli elementi di maggiore importanza nella valutazione del benessere
Perché quindi ho piacere a confrontarmi con voi su questi temi?
So bene, ahimé, che in questo periodo il nostro paese ha ben altri pensieri, problemi e valori, ma allargando un po’ l’orizzonte scopriamo che paesi come Australi o Nuova Zelanda arrivano addirittura a valutare l’adozione o meno di nuove leggi in base all’impatto che potrebbero generare sugli indicatori di benessere.
C’è quindi un movimento mondiale in essere che comincia a far capolino anche in Italia. C’è una sensibilità differente per le dimensioni di benessere e qualità della vita anche da parte dei cittadini. Ci sono movimenti interessanti e oramai consolidati. Avete mai incontrato:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0_interna_lorda
- http://decrescitafelice.it/
- http://www.decrescita.it
- http://www.decrescita.com
Provate a curiosare. Si recuperano un set di dimensioni che teoricamente dovrebbero essere squisitamente di nostra pertinenza.
Renzo Carli, noto Professore della Facoltà di Psicologia di Roma, affermava già nel 2009: “La psicologia, nella sua vocazione individualistica e nella sua dedizione alla psicoterapia era troppo appiattita sugli psichiatri e sulla loro trasformazione psicoterapeutica per poter sviluppare un pensiero critico e una funzione di analisi delle trasformazioni organizzative.
È questa l’occasione perduta della psicologia italiana in questi anni”
L’Istat finalmente ci mette su un piatto d’argento un enorme potenziale di “attenzione e rilevanza sociale” su una serie di dimensioni decisamente attinenti il nostro dominio professionale di psicologi.
Voi che ne pensate?
Scorgete opportunità progettuali e professionali?
Nuove nicchie di servizio?
Mi piacerebbe avere un vostro riscontro su questa iniziativa e su come potrebbe interagire con la nostra professione
Buona vita
Nicola
Tag:benessere, CNEL, decrescita, istat
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